giovedì 30 settembre 2010

Spezia - Via lo Scirocco, arrivano gli arresti... e traballa la cricca di Legambiente



Per l'ennesima volta il ripetersi che la nostra terra è svenduta in mano alle cricche risulta essere un dato di fatto.
Così è stato a Sanremo e Savona, così è a La Spezia.Sembra inesorabile l'avanzata in Liguria del contrasto all'illegalità ed avanza via via che cambiano i vertici delle Procure.Ma ancora il percorso è lungo,a partire da piccoli Comuni alle città,il lavoro per gli inquirenti non manca,anche se inesorabilmente per qualsiasi raggiungimento il Governo di maggioranza non perde colpi a prendersi meriti che non ha,oltre alle mancate promesse.Quello che sta accadendo è un cambiamento nel nostro Paese,non solo di fatto,ma anche di coscenze,i cittadini onesti collaborano di più con le Forze dell'Ordine, ed alla avanzata della vetta,tutti i giorni siamo informati di arresti che vanno inesorabilmente sempre in braccio a mamma mafia,con la collaborazione di molti politici e amministratori comunali,le tangenti sono il nuovo stipendio,perchè come cambia la mafia che non uccide quasi più,ma a differenza compra e corrompe,il suo esercito viaggia nei colletti bianchi,nelle amministrazioni comunali,provinciali e regionali,oltre al Parlamento e Senato,una corsa sfrenata ad accappararsi la poltrona,per difendersi dalla Giustizia.

Monica Riccioni

Le Agende Rosse aderiscono all'appello del Popolo Viola.Le Agende Rosse aderiscono all'appello del Popolo Viola. Le Agende Rosse al No B. day 2 - Roma


Il Movimento Agende Rosse rinnova l'invito a tutti i cittadini a partecipare alla manifestazione No B. day 2 promossa dal Popolo Viola ed in programma a Roma sabato 2 ottobre 2010. I partecipanti alla manifestazione si ritroveranno alle ore 14.00 in p.zza della Repubblica da dove partirà un corteo alla volta di p.zza San Giovanni. Durante la manifestazione sono previsti gli interventi di numerosi rappresentanti della società civile tra cui Salvatore Borsellino, fondatore del Movimento Agende Rosse, e Paul Ginsborg, membro dell'Associazione Libertà e Giustizia.
Rilanciamo di seguito l'appello del Movimento Agende Rosse ad aderire alla manifestazione ed il manifesto di presentazione dell'iniziativa a cura del Popolo Viola.
Per qualsiasi informazione relativa agli aggiornamenti sul programma della manifestazione del 2 ottobre e sui trasporti consultare il BLOG noberlusconiday2.wordpress.com/

Le Agende Rosse aderiscono all'appello del Popolo Viola

Il Movimento Agende Rosse, rispondendo all'appello lanciato dal Popolo Viola che intepreta una esigenza sentita come improcrastinabile da tutta la Società Civile, invita tutti i cittadini ad una mobilitazione generale in difesa della Costituzione.
Il principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla Legge è stato messo pesantemente in discussione negli ultimi diciotto anni da una serie di rovinosi provvedimenti legislativi che hanno minato le fondamenta della convivenza civile.
Riteniamo che questa involuzione della vita politico-istituzionale sia conseguenza di un patto scellerato stretto tra la criminalità organizzata e settori consistenti della classe dirigente italiana attraverso un piano eversivo culminato nelle stragi del biennio 1992-93. Questi crimini efferati hanno piegato il naturale evolversi della vita democratica del paese.
Fino a quando non sarà fatta piena luce sui moventi e su tutti i volti degli autori, dei complici e degli ispiratori di tali delitti non potremo vivere come liberi cittadini in una democrazia matura: saremo sempre condizionati dal ricatto.
Vogliamo esprimere pubblicamente il nostro sostegno a quei magistrati e rappresentanti delle forze dell’ordine che sono impegnati nelle inchieste sulle stragi degli anni 1992-93 e sui rapporti tra mafia e potere. Siamo al loro fianco e faremo fino in fondo la nostra parte per sostenerli in questa difficile ricerca della verità.
Il Movimento Agende Rosse aderisce pertanto all'appello lanciato dal Popolo Viola a scendere in piazza in difesa della Costituzione. Auspichiamo che tutti i cittadini e le forze sane della nazione si raccolgano per una grande manifestazione unitaria per far sentire la propria voce. Pretendiamo il ritiro dalla vita pubblica di una classe dirigente che con il suo intollerabile degrado morale ha tradito il giuramento fatto sulla Costituzione e non rappresenta più altro che i propri meschini interessi personali. La politica va fatta con le mani pulite.

Il Movimento Agende Rosse

Cinque password e tre proposte per cambiare l’Italia

In vista della manifestazione del 2 ottobre a Roma proponiamo le Password per l’Italia che vorremmo, le stesse che hanno visto il nostro movimento scendere in piazza nel corso di quest’anno. Le abbiamo accennate (volutamente) per titoli per offrirle al confronto aperto con le forze democratiche del Paese, con i cittadini: la Costituzione, il lavoro, la legalità, l’informazione, la conoscenza. Per superare il berlusconismo occorre innanzitutto che si dimetta Berlusconi e poi…

LE CINQUE TESI

W LA COSTITUZIONE

La Costituzione della Repubblica Italiana è il faro che illumina l’azione pubblica e la vita democratica del Paese; essa va realizzata in ogni sua parte, va promossa tra le nuove generazioni e difesa da chi intenda manometterla per calcolo politico o interessi privati. La Costituzione non si tocca.

IL LAVORO NON È UNA MERCE

Il lavoro dignitoso torni ad essere primo fattore di progresso dell’intera società. I diritti di chi lavora sono indisponibili e non soggetti ad alcuna logica di scambio. Occorre superare il modello deteriore della precarietà del lavoro che in questi anni ha determinato lo smantellamento progressivo delle tutele sociali e contrattuali consegnando intere generazioni all’incertezza e all’abuso.

FUORI LA MAFIA DALLO STATO

L’illegalità dilaga nelle istituzioni e nella società, frena lo sviluppo del Paese e logora la qualità della vita dei cittadini. La corruzione, il malaffare e le connivenze tra settori politici e istituzionali e le mafie costituiscono la prima causa di degrado morale e materiale del Paese. Questi fenomeni vanno sconfitti anche attraverso una rigorosa selezione della classe politica ma anche sostenendo l’iniziativa di altri movimenti civili per un “Parlamento pulito”. Va promossa la cultura della legalità a partire dalle scuole e vanno valorizzate, sul piano culturale, quelle figure che hanno contribuito, spesso pagando con la propria vita, a liberare il Paese dalle mafie.

NO AL BAVAGLIO

La libera stampa e la Rete costituiscono l’antidoto più efficace contro il virus dell’autoritarismo e delle derive eversive, dei fenomeni criminali e della corruzione. Esse sono un patrimonio irrinunciabile in una democrazia avanzata e la loro funzione culturale e di controllo sull’operato della classe politica va salvaguardata e incentivata. La libertà di espressione e il pluralismo dell’informazione, in un Paese oppresso dal monopolio televisivo, rappresentano uno strumento di garanzia degli assetti democratici.

PIÙ RICERCATORI, MENO RICERCATI

Un Paese che non investe nella conoscenza e nella ricerca, nel tempo della globalizzazione, è condannato al nanismo culturale, scientifico e industriale. Occorre attivare maggiori investimenti per rafforzare il ruolo della scuola pubblica e dell’Università, per rilanciare il tessuto produttivo del Paese, per fronteggiare gli effetti della crisi e riqualificare il Welfare.

LE TRE PROPOSTE
1.
MAI PIÙ CON QUESTA LEGGE ELETTORALE
Via il Porcellum e nuova legge elettorale che restituisca ai cittadini la possibilità di scegliere chi votare,
2.
MAI PIÙ CONFLITTO DI INTERESSI
Legge sul conflitto di interessi e sul pluralismo dell’informazione che impedisca l’ascesa di nuovi Berlusconi
3.
AL VOTO
Elezioni anticipate, libere e democratiche

domenica 26 settembre 2010

Casa della Legalità nuovi incontri in Liguria



CASA DELLA LEGALITA' E DELLA CULTURA - Onlus
Osservatorio sulla criminalità e le mafie
Osservatorio sui reati ambientali
Osservatorio sulla trasparenza e correttezza della P.A.
www.casadellalegalita.org

Incontri in Liguria:
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"MAFIA PULITA E LE NUOVE VIE DEI CLAN
il 'potere' delle organizzazioni mafiose tra economia, politica e territorio
alla luce delle recenti inchieste giudiziarie"

- 29 SETTEMBRE 2010 - VENTIMIGLIA ALTA (IM)
ore 16:30 - Centro S.Francesco - via Garibaldi 33
intervengono: Elio Veltri, Christian Abbondanza, Marco Ballestra
modera: Marco Menduni (Il Secolo XIX)

- 29 SETTEMBRE 2010 - SAVONA
ore 21 - Libreria Ubik - corso Italia 116 r
intervengono: Elio Veltri, Christian Abbondanza, Marco Piombo
modera: Marco Menduni (Il Secolo XIX)

L'invito si estende a tutti coloro che amano l'onestà e la legalità.
Vi aspettiamo numerosi

Monica Riccioni

mercoledì 22 settembre 2010

"Le Mafie ... a casa nostra" Verso il Forum Sociale Antimafia del Nord


.......la bellezza del fresco profumo di libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, della indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.
Paolo Borsellino
Nell’estate dello scorso anno il Sindaco leghista del Comune di Ponteranica (Bergamo) ha deciso di togliere dalla biblioteca comunale l’intitolazione a “Peppino Impastato”. Il 26 Settembre del 2009 settemila persone sono scese nelle strade del paese sfilando pacificamente in corteo per chiedere il ripristino della targa recante il nome di Peppino, per esprimere la necessità morale, civile e politica di continuare nella lotta contro tutte le mafie.
Non si creda che la lotta alla mafia sia un problema relativo solo ad alcune parti d’Italia. E’ ormai noto quanto le mafie siano radicate su tutto il territorio nazionale e quanto è necessario che la vigilanza e la consapevolezza divengano patrimonio di tutte le cittadine e di tutti i cittadini.
Le indagini ed i processi degli ultimi anni hanno dimostrato che le mafie agiscono in tutti i settori dell’economia del Nord e della Lombardia in particolare: l’edilizia, la sanità, l’agricoltura, le grandi aziende. L’economia mafiosa, che mantiene la propria accumulazione primaria nei settori storici della droga, della prostituzione, del racket e delle estorsioni; che è stata capace di evolversi nelle ecomafie con cave e rifiuti, è oggi in grado di condizionare grazie ai capitali di cui è in possesso lo sviluppo stesso del nostro territorio come dimostrano il numero elevato di società e di pubbliche amministrazioni sciolte o commissariate per
infiltrazione mafiosa. Le ultime indagini sull’Expo 2015 ne sono la evidente conferma. E questo nell’indifferenza o nel peggiore dei casi, nel “silenzio assenso” di chi, come Lega e PdL, governa da vent’anni nei nostri territori.
In questo contesto, come avviene da decenni nelle terre a storica infiltrazione mafiosa, si sono sviluppate esperienze, pratiche … anticorpi. La società civile e politica ha saputo rispondere e sperimentare modi nuovi per ripristinare la cultura ed il rispetto della legalità, il coinvolgimento e la partecipazione, la risposta democratica alla prevaricazione mafiosa. E’ essenziale un percorso di ricerca di una definitiva via d’uscita dalla situazione che si è venuta a creare soprattutto al Nord, dove prevalenti sono le logiche del Sistema che tende spesso a “confondere” l’economia criminale con quella cosiddetta lecita e legale.
Questo il contenuto del “Forum Sociale Antimafia” che si è svolto a Cinisi dal 7 al 9 maggio di quest’anno. Il Forum è stato un importante momento nel quale tutte le realtà che “praticano” l’antimafia hanno cercato di realizzare un momento unitario di studio, di analisi e di lotta capace di contrastare “dal basso” il fenomeno mafioso. Questo vogliamo riproporre al Nord.
Lanciamo l’iniziativa di tre giorni di analisi, proposte e momenti di lotta, lanciamo la proposta di un “Forum Sociale Antimafia del Nord”, che riprenda e sviluppi il lavoro e la lotta iniziata a Cinisi.
Un’iniziativa nazionale unitaria dellediverse realtà associative e politiche realmente impegnate nella lotta alla mafia e che condividono la preoccupazioneche il nostro Paese stia scivolando verso politiche che rendono meno incisivi gli strumenti legislativi utilizzati nelcontrastare l’azione mafiosa: leggi ad personam, bavaglio all’informazione, azioni contro i magistrati che veramenteindagano, scudo fiscale…
Di fronte a tutto questo, lo sdegno per la rimozione di una targa alla memoria di Peppino Impastato potrebbe rimpicciolirsi fino a svanire. Oggi, difendere la memoria di Peppino Impastato, significa non solo rivendicare l’attualità dei suoi ideali e delle sue battaglie ma soprattutto lavorare perché questo impegno diventi una palestra, un laboratorio per svegliare le nostre coscienze unendo le forze, associando quanti ritengono ancora necessario reagire,testimoniare a difesa del principio di legalità così come sancito dalla nostra Costituzione.
Il 25 settembre 2010 uniamo le nostre voci, riportiamo i nostri passi per le strade di Ponteranica per chiedere il ripristino della targa e l’intitolazione della biblioteca a Impastato, per chiedere il rispetto della memoria storica del nostro Paese; per salvaguardare i valori di legalità, libertà e di solidarietà di cui Peppino è simbolo; per continuare a lottare contro tutti i razzismi e tutte le mafie; per promuovere culture di rispetto e di accoglienza; per rivendicare un’idea di “Paese” democratico che si faccia ponte e non frontiera verso il mondo.

Comitato Peppino Impastato di Ponteranica
Casa Memoria Impastato – Cinisi (PA)
Comitato Felicia e Peppino Impastato – Bergamo
Centro siciliano di documentazione “Giuseppe Impastato” – Palermo

Ponteranica, 3 agosto 2010
Tavola della Pace – Circolo “Peppino Impastato” Valle Brembana
Per info: http://forumantimafianord.wordpress.com; forumantimafianord@gmail.com

Vi aspettiamo numerosi il 25/09/2010
Monica Riccioni

NAS disarticolano un'associazione criminale


Comando Carabinieri per la Tutela della Salute
21/09/2010 ore 08:50
Nelle province di Roma e Rimini, personale del N.A.S. ha eseguito 5 ordini di custodia cautelare in carcere emessi dal G.I.P. del Tribunale di Perugia a conclusione di indagini condotte dal locale N.A.S., nei confronti di altrettante persone (un ciclista professionista ed uno amatoriale, un giornalista sportivo, un farmacista ed una infermiera ospedaliera), ritenute responsabili di aver costituito un'associazione per delinquere dedita al traffico illecito di sostanze dopanti, utilizzate da atleti appartenenti a squadre di ciclismo professionistiche e dilettantistiche al fine di alterare lo svolgimento delle competizioni sportive.
Nel procedimento sono state indagate in stato di libertà, per i medesimi reati, altre 35 persone, tra ciclisti amatoriali e professionisti, medici sportivi, preparatori atletici, farmacisti e frequentatori di palestre. Contestualmente all'esecuzione delle misure cautelari sono state eseguite 40 perquisizioni domiciliari e personali in numerose provincie italiane.

Monica Riccioni

venerdì 17 settembre 2010

Mafia Pulita e tra la via Emilia e il clan




Il termine mafia è una parola grossa,sinonimo di cosa brutta per tutti,ma pochi conoscono e capiscono il vero termine,l'evolversi di questa società S.P.A.
Come cambiano i tempi,anche essa si adegua e cambia la faccia,rispetto al biennio 1992,la mafia è cambiata molto,essa non uccide più,ma bensì compra e corrompe,l'era dei pezzini è stata sostituita dai compiuter,i figli eredi dei mafiosi,non sono più i classici ignoranti,ma bensì laureati,ricoprono ruoli importanti nel classico mondo dei colletti bianchi,si circondano di manovalanza esperta come manager,dottori direttori e gegni della finanza,se pensiamo al passato di come le istituzioni senza mezzi si impiegarono per capirla e combatterla ci rendiamo conto che ancora ad oggi pochi sono in grado di poterlo fare.
Si pensa che la mafia sia un problema sociale,delle istituzioni della magistratura e delle forze dell'ordine,ma non è così,la mafia principalmente è un problema politico che và risolto,ripreso dalle basi del passato,tornando a quando lo Stato collaborava con essa,per via del suo esercito privato più ricco di quello dello Stato,di quando la crisi della prima Repubblica a suono di bombe ha aperto le porte ad una seconda Repubblica in un vero caos politico,usata e poi cacciata e riempita di ergastoli,ma ancora a distanza non siamo arrivati alla verità.
La mafia vive nella più totale disinformazione,ci sguazza,sarebbe compito a partire dai più piccoli comuni alle province e regioni e cittadini fare vera informazione ,ostacolandola; se tutti non vivessimo nell'omertà essa non troverebbe campo,se tutti non comprassimo abiti griffati,droga,e se per il bene di tutti non ci facessimo corrompere,intimidire anche questa grossa azienda S.P.A. non avrebbe capitali enormi,risentirebbe della crisi e non sarebbe tra quelle società che comandano l'economia.
La presentazione dei libri "la mafia pulita e le nuove vie dei clan" sono l'esempio di come si possa fare vera informazione e ostacolare la mafia .Attraverso la lettura,l'insegnamento e la partecipazione della gente soprattutto i giovani,oltre l'impegno vero possa essere un principio di inizio,anche in un periodo che vede il nostro sistema politico ed economico allo sbando totale verso il precipizio della mancata risalita economica,creando una confusione generale,dove nessuno capisce più niente,e dove gli unici che ne traggono riscontro sono quelle società ultra miliardarie gestite dalla mafia.
Alla presentazione,gremita di gente comune e attivata di un buon interesse a capire per trasmettere agli altri ciò che si dice vi erano:Elio Veltri,giornalista e autore del libro "Mafia Pulita",direttore di Led.it e già componente della Commissione Parlamentare Antimafia.
Christian Abbondanza autore del libro "Tra la via Emilia e il Clan"presidente della Casa della Legalità-Onlus Osservatorio sulla criminalità e le mafie.
Andrea Pescino Oras e responsabile blog sul Porto di Lavagna
Marco Menduni giornalista del "Il Secolo xix"
Tra le numerose persone vi erano anche il respondabile territoriale Massimo Autelitano del movimento politico PBC-per il bene comune,giornalisti del quotidiano il Levante responsabili medici e politici del territorio e naturalmente "ilgraffiodimonica",la serata si è conclusa in un grosso applauso.
Consiglio la lettura di questi due libri.
Monica Riccioni

mercoledì 15 settembre 2010

Produzione di soldi a mezzo energia di Andrea Agostini

La Gazzetta del Mezzogiorno, martedì 27 luglio 2010
Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it

Non c'è pace neanche fra le fonti energetiche rinnovabili. A prima vista ci dovrebbe essere un generale accordo per passare dall'attuale dipendenza dalle fonti energetiche costituite da combustibili fossili come petrolio, gas naturale, carbone, o rifiuti, tutte inquinanti e non rinnovabili, a fonti energetiche rinnovabili, dipendenti dal Sole: calore solare, elettricità solare, elettricità dal vento o dal moto delle acque, calore dalle biomasse agricole e forestali ricreate ogni anno attraverso la fotosintesi solare. E invece anche fra i sostenitori di tale transizione ci sono opinioni non solo differenti, ma spesso in vivace contrasto, quasi una volontà di distruggere quello che si sta faticosamente facendo, quasi una conferma di quello che diceva Pogo nel famoso fumetto: "Ho scoperto il nemico e il nemico siamo noi".
I giornali da settimane sono pieni di notizie sullo "scandalo dell'eolico" che avrebbe portato ad illeciti arricchimenti nella costruzione di centrali eoliche. Nel caso dell'energia solare vengono venduti pannelli fotovoltaici, in grado di trasformare la radiazione solare in elettricità, con contratti che assicurano, oltre a elettricità meno inquinante, un guadagno a chi li compra o agli enti o aziende che li installano. A rigore un utente dovrebbe spendere soldi per ottenere la merce-energia, ma adesso molti di quelli che installano pale eoliche o pannelli fotovoltaici guadagnano dei soldi provenienti da vari incentivi finanziari che sono pagati da tutti i cittadini sia direttamente attraverso le tasse, sia con un sovrapprezzo nelle bollette dell'elettricità (la componente A3 del prezzo dell'elettricità). E' giusto che soldi pubblici o anche dei singoli cittadini, siano spesi per diffondere l'uso delle energie rinnovabili non inquinanti, con vantaggio per l'economia nazionale e per la salute, ma mi sembra meno giusto che tali incentivi finiscano nelle tasche di singoli privati o di speculatori. Ci dev'essere qualcosa che non funziona.
I pannelli fotovoltaici sono venduti sulla base della "potenza di picco" (capacità di produrre energia) corrispondente a circa un chilowatt per pannelli di circa 10 metri quadrati. L'elettricità effettivamente prodotta da 10 metri quadrati di pannelli fotovoltaici nel corso di un anno ammonta a circa 1000-1200 chilowattore, circa un terzo del fabbisogno medio annuo di elettricità di una famiglia. Tale elettricità è però disponibile in maniera differente nelle varie ore del giorno e nei vari mesi dell'anno, per cui, se non si dispone di grandi batterie di accumulatori, scomodissime, l'elettricità solare, a mano a mano che viene prodotta, viene venduta alle reti elettriche "intelligenti" delle compagnie elettriche che si impegnano a fornire alla famiglia o all'utente l'elettricità corrispondente a mano a mano che ne hanno bisogno (quindi anche quando il Sole non splende nel cielo).
L'altra tecnologia solare è costituita dagli impianti a specchi che concentrano la radiazione solare su caldaie o tubi nei quali un fluido è scaldato ad alta temperatura e può, a sua volta, produrre vapore da avviare alle turbine, come avviene nelle normali centrali termoelettriche; in queste ultime il vapore è generato dalla combustione di combustibili (carbone, gas naturale, prodotti petroliferi, rifiuti) inquinanti, responsabili dell'immissione nell'atmosfera di gas, soprattutto anidride carbonica, che provocano mutamenti climatici. Ottenere lo stesso effetto, senza danni ambientali, con il calore di origine solare è il fine della tecnologia del "solare termodinamico". Alcuni impianti usano specchi cilindro-parabolici, lunghe superfici riflettenti che si muovono continuamente per "seguire" il Sole nel suo moto apparente nel cielo; la radiazione solare viene concentrata su un tubo, posto nel "fuoco" della parabola, isolato con una copertura trasparente in modo che il calore così concentrato non venga disperso nell'aria circostante.
Le superfici riflettenti possono anche essere lunghi specchi piani che concentrano il calore solare su un solo tubo centrale sopraelevato, secondo una proposta fatta già mezzo secolo fa dell'italiano Giovanni Francia (1911-1980), come ricorda un articolo di Cesare Silvi pubblicato nella rivista "Energia Ambiente Innovazione".
Il calore solare concentrato nel tubo ricevente dagli specchi scalda a centinaia di gradi un olio sintetico o una miscela di sali come nitrato di sodio e nitrato di potassio. In questo caso i sali fusi caldi vengono avviati ad un deposito in cui restano caldi anche di notte, quando il Sole non c'è. Giorno e notte il calore solare "immagazzinato" nei sali fusi viene gradualmente trasferito al vapore acqueo che aziona una turbina, in modo simile a quanto avviene nelle centrali a combustibili fossili. Le centrali termoelettriche solari a specchi sono macchine ingegnose ma delicate e complicate.
La citata rivista "Energia Ambiente Innovazione" fornisce i dettagli del più recente impianto solare a specchi costruito a Priolo, vicino Siracusa (simbolicamente chiamato "Archimede"), costituito da specchi cilindro-parabolici della superficie di 30.000 metri quadrati; la potenza è di 4.700 chilowatt elettrici e la produzione di elettricità è prevista in 9.200.000 chilowattore all'anno, corrispondenti a circa 300 chilowattore all'anno per metro quadrato di superficie di raccolta del Sole, un rendimento di meno di un terzo rispetto a quello dei pannelli fotovoltaici. Il principale limite del "solare termodinamico" è costituito dal fatto che è possibile utilizzare soltanto la radiazione solare "diretta", quella che si ha quando il cielo è limpido; se il cielo è nuvoloso la radiazione solare non viene concentrata dagli specchi.
Il Sole è un'affascinante ma scomoda fonte di energia e può fornire energia agli esseri umani soltanto se gli si chiede di fare le cose che sa fare bene: produrre raccolti agricoli e alberi, scaldare corpi a bassa temperatura, dissalare l'acqua marina e produrre elettricità con i sistemi fotovoltaici o per effetto termoelettrico, per i quali sono possibili ancora grandi perfezionamenti.

Invito esteso a tutti

http://www.casadellalegalita.org/images/stories/banner/mafiapulita-liguria.jpg
CASA DELLA LEGALITA' E DELLA CULTURA – Onlus
Osservatorio sulla criminalità e le mafie
Osservatorio sui reati ambientali
Osservatorio sulla trasparenza e correttezza della P.A.
www.casadellalegalita.org
Incontri in Liguria:
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“MAFIA PULITA E LE NUOVE VIE DEI CLAN
il 'potere' delle organizzazioni mafiose tra economia, politica e territorio
alla luce delle recenti inchieste giudiziarie”

- 15 SETTEMBRE 2010 – CHIAVARI (GE)
ore 21 – Libreria La Zafra – via Vittorio Veneto 32
intervengono: Elio Veltri, Christian Abbondanza, Andrea Pescino
modera: Marco Menduni (Il Secolo XIX)

- 16 SETTEMBRE 2010 – LA SPEZIA
ore 17 – Sala coop Canaletto – via A. Saffi
intervengono: Elio Veltri, Christian Abbondanza
modera: Corrado Cuccinielli (Comitati Spezzini)

- 29 SETTEMBRE 2010 – VENTIMIGLIA ALTA (IM)
ore 16:30 – Centro S.Francesco – via Garibaldi 33
intervengono: Elio Veltri, Christian Abbondanza, Marco Ballestra
modera: Marco Menduni (Il Secolo XIX)

- 29 SETTEMBRE 2010 – SAVONA
ore 21 – Libreria Ubik – corso Italia 116 r
intervengono: Elio Veltri, Christian Abbondanza, Marco Piombo
modera: Marco Menduni (Il Secolo XIX)

Vi aspetto numerosi

Monica Riccioni

lunedì 13 settembre 2010

Non è un'ipotesi da poco

Il buio fitto sui mandanti in quel biennio 1992-1994,l'evoluzione di un progetto politico che a suon di bombe ha cambiato il volto del paese.Secondo gli inquirenti,avrebbero collaborato attivamente,fornendo input decisivi,esponenti deviati dai servizi segreti.Per questo motivo i Pm di Caltanissetta,insieme a quelli di Palermo,hanno chiesto all'Aisi e all'Aise,le agenzie di sicurezza ,rispettivamente civili e militare,di togliere il segreto su alcuni fascicoli riservati ,dei numerosi agenti che in quei anni hanno lavorato in Sicilia sotto copertura,e di quelli presenti sui luoghi delle stragi.L'ipotesi investigativa guarda oltre i confini nazionali.Cosa Nostra è sempre stata negli USA lo sostiene Gioacchino Genchi,che è convinto dell'origine americana delle stragi,come prova i ripetuti viaggi del boss mafioso Domenico Raccuglia di Altofonte in Usa fin dal 1992.
Le stragi furono decise in America non certo in Sicilia.Paolo Cirino Pomicino,l'ex ministro andreottiano in una intervista parlò di mania americana,anche dietro Tangentopoli ,alludendo a collegamenti tra la Cia e alcuni terminali italiani,l'obiettivo del 1992 ,smascherare la corruzione e la mafiosità della Prima Repubblica per eliminare politicamente Craxi ed Andreotti ,per arrivare ad un ricambio politico in Italia.Secondo Pomicino in quel momento ci fù una convergenza di obiettivi tra Cosa Nostra ed i servizi segreti atlantici ,per provocare un enorme scossone ,un disegno politico ,e l'alleanza tra la mafia e gli americani ,c'era già stata per un ideale più alto :la lotta ai nazifascisti.Secondo Pomicino all'idea complottistica ,qualcuno aveva interesse a fare dell'Italia un paese di marionette.Di concreto oggi i magistrati palermitani hanno riaperto l'inchiesta sui Sistemi criminali per ricostruire,d'intesa con i colleghi nisseni attraverso le testimonianze dei protagonisti dell'epoca,e tutti i passaggi istituzionali che hanno traghettato il paese della Prima Repubblica alla Seconda Repubblica.

Monica Riccioni

martedì 7 settembre 2010

Aggiornamento comunicato di solidarietà a Christian Abbondanza

COMUNICATO DI SOLIDARIETA’ AL PRESIDENTE DELLA CASA DELLA LEGALITA’ CHRISTIAN ABBONDANZA

settembre 3, 2010 | popolo viola genova

Adesso Basta!!

Nei giorni scorsi sono arrivate nuove e pesanti indimidazioni al Presidente della Casa della Legalità Christian Abbondanza e ad altri attivisti che lo accompagnano quotidianamente nella sua battaglia per la Legalità e contro tutte le mafie.

Ancora una volta, purtroppo, le intimidazioni (leggi: minacce di morte) confermano quello che già si sapeva: la mafia è una montagna di merda (Cit. Peppino Impastato) e necessita di questi mezzi per tappare la bocca a chi fa l’interesse della collettività informando i cittadini e collaborando quotidianamente con le forze dell’ordine.

La Casa della Legalità raccoglie infatti testimonianze dirette e si occupa di fare segnalazioni agli organi competenti attraverso esposti documentati ed approfonditi, dando spesso una mano alle attività investigative e nel contempo informando i cittadini e le autorità attraverso il sito www.casadellalegalita.org.

Questa attività di denuncia coerente e chiara ha reso questa realtà invisa anche a molti politici ed amministratori locali che spesso sono stati colti con le “mani nel sacco“. Infatti La Casa della Legalità non ha avuto paura di denunciare, in maniera documentata, i costumi profondamente corrotti della nostra classe politica e anche di coloro che spesso si fanno paladini ipocritamente dell’antimafia. La mafia più pericolosa infatti non è quella che uccide ma quella dei “colletti bianchi” come amava chiamarla Paolo Borsellino.

Vogliamo esprimere con questo comunicato tutta la nostra solidarietà al Presidente della Casa della Legalità e a tutti coloro che si espongono in prima persona laddove altre persone chinerebbero il capo per paura o per disinteresse. Non siete soli: a noi non interessa far commemorare in maniera ipocrita un nuovo Peppino Impastato, a noi interessa averlo VIVO e contribuire a portare avanti questa battaglia per la legalità con tutti i mezzi a nostra disposizione.

Vogliamo inoltre ricordare che la realtà della Casa della Legalità è una ONLUS interamente autosostenuta dalle donazioni di chi crede che la lotta alla mafia sia un obbligo morale. Non accetta finanziamenti da istituzioni o da altri che non siano semplici cittadini per non essere in alcun modo ricattabile o controllabile.

Noi pensiamo che la risposta più “vera” che ogni cittadino può dare a questa ennesima intimidazione è sostenere direttamente, per esempio con una donazione, questa realtà (la donazione peraltro è deducibile fiscalmente). Per informazioni su come sostenere questa reltà fate riferimento direttamente al sito della Casa della Legalità.

Genova, 3 Settembre 2010

I primi firmatari:

POPOLO VIOLA GENOVA

RESISTENZA VIOLA PIEMONTE – NO TAV

MEETUP DI BEPPE GRILLO GENOVA 20

CLAUDIO MESSORA – WWW.BYOBLU.COM

PER IL BENE COMUNE

COMITATO PER SCARPINO

ORAS – OSSERVATORIO REGIONALE ANOMALIE DEL SISTEMA

MONICA RICCIONI - WWW.ILGRAFFIODIMONICA.BLOGSPOT.COM

BENNY CALASANZIONIPOTE DEGLI IMPRENDITORI BORSELLINO, VITTIME INNOCENTI DI MAFIA

MOVIMENTO 5 STELLE EMILIA ROMAGNA

MOVIMENTO 5 STELLE PIEMONTE

PATRIZIA GENTILINI

ASSOCIAZIONE AMICI DEL CHIARAVAGNA

MEETUP DI BEPPEGRILLO DELLA VALPOLCEVERA

nb: si prega della massima diffusione di questo comunicato di solidarietà al quale chiunque si riconosca nelle battaglie della Casa della Legalità è invitato ad aderire. Grazie

lunedì 6 settembre 2010

Le indagini sulla morte di Angelo Vassallo seguite anche dalla Dda;la camorra uccide le persone oneste in quanto camorra vuol dire chiavica

L'ombra della camorra sull'uccisione del sindaco


Pollica è sotto choc. "Troppi", dice il procuratore aggiunto Greco, i nove colpi esplosi contro Angelo Vassallo, sindaco di Pollica e presidente dei sindaci della comunità del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano. Appalti e droga le piste seguite dagli inquirenti, affiancati da un magistrato della Dda salernitana

Una veduta del Cilento

Una veduta del Cilento

Salerno, 06-09-2010

Angelo Vassallo, il sindaco-pescatore delle ordinanze 'creative', e' stato colpito in auto di notte mentre rientrava a casa. Per il procuratore Grippo, "e' prematuro azzardare ipotesi, ma qui la camorra si muove". Il paesino salernitano sotto shock."Troppi i colpi esplosi - ha detto il sostituto procuratore della repubblica di Vallo della Lucania, Alfredo Greco - troppi per un territorio dove non si e' mai registrata una mentalita' violenta".La ferocia dell'agguato fa pensare a un delitto deciso altrove (il procuratore di Vallo della Lucania, Giancarlo Grippo, stima la matrice camorristica "al 50 per cento"), ma gli inquirenti lavorano a tutto campo: sotto il microscopio ci sono i documenti e il pc del sindaco, alla ricerca - anche nella vita privata o negli atti amministrativi del Comune - di possibili moventi che possano aver determinato l'odio di un sicario pronto a esplodere nove colpi contro la vittima.Testimoni
Tra le tante testimonianze raccolte dagli inquirenti tra parenti, amici, tecnici comunali e amministratori, c'e' l'indicazione di un'auto vista nei pressi del luogo dove e' stato rinvenuto il cadavere. L'assassino potrebbe aver atteso il sindaco, bloccandogli il passo per poter sparare a bruciapelo i nove colpi. Tanta efferatezza induce gli inquirenti a vagliare diverse ipotesi. Vassallo teneva personalmente sotto controllo i locali pubblici, vigilava su eventuali penetrazioni sul "suo territorio" della malavita proveniente da altre localita' della regione.Appalti
Allo stesso modo, Vassallo potrebbe essersi fatto nemici negli ambienti dello spaccio per la sua ostinata contrarieta' alla diffusione della droga in zona. Si valuta anche la sua recente attivita' di ristorazione, gestita pero' dai figli Giuseppina e Antonio. Infine, e questa sarebbe la pista piu' battuta, l'attivita' amministrativa. I lavori di ristrutturazione, non ancora partiti, del porto turistico di Acciaroli e il risanamento del litorale cilentano potrebbero aver attirato interessi della camorra. Su questo punto sono stati ascoltati i tecnici comunali per acquisire elementi piu' dettagliati in ordine a progetti e gare d'appalto. In serata e' stato dissequestrato l'ufficio comunale, dove gli investigatori hanno visionato fascicoli e altri documenti amministrativi.Procuratore aggiunto
Della matrice camorristica del delitto e' convinto il procuratore aggiunto di Torre Annunziata Raffaele Marino, amico della vittima, che frequenta la zona da 25 anni. "In Cilento - osserva Marino - e' in atto, grazie alle speculazioni, una trasformazione urbanistica e sociale. La situazione ideale per i clan della camorra, con i quali forse Vassallo si e' scontrato. C'e' in vista un importante appalto per il porto: chissa' che non si tratti di quello. Ma i boss sono interessati anche alla costruzione di nuovi alberghi" Infiltrazioni
Da tempo anche nel Salernitano e' forte l'attenzione della magistratura e delle forze dell'ordine sul fenomeno di inflitrazioni camorristiche. Negli ultimi anni, infatti, gli interessi dei clan si starebbero estendendo anche in localita' 'periferiche' e la costiera cilentana potrebbe non essere estranea a questo fenomeno di espansione dei gruppi della criminalita' organizzata. L'impegno degli inquirenti e degli investigatori e' finalizzato, soprattutto, ad identificare l'eventuale radicamento sul territorio della provincia di Salerno, che e' il piu' esteso d'Italia, ed in particolare ai tentativi di controllo degli appalti pubblici ed alle attivita' di riciclaggio del denaro sporco.Droga
Un ruolo importante, soprattutto in alcuni centri a forte vocazione turistica, svolgerebbe anche il settore dello spaccio di droga. Queste attivita' - in alcuni casi cio' e' stato anche provato - verrebbero realizzate non solo da frange di gruppi criminali di Salerno e della provincia, ma anche da clan camorristici del Napoletano e del Casertano, compreso quello dei Casalesi, che agiscono in trasferta laddove ritengono di poter intercettare rilevanti flussi economici o, comunque, di poter svolgere attivita' criminali redditizie.Antimafia
Non e' un caso che ai magistrati della procura di Vallo della Lucania, competenti per territorio, impegnati nelle indagini sull'omicidio del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, sia stato subito affiancato anche un pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno. L'omicidio di un sindaco e', comunque, un atto di gravita' estrema e gli inquirenti vogliono valutare con attenzione l'eventuale ruolo che in un caso simile potrebbe svolgere la criminalita' organizzata.Nel Salernitano un precedente risale a 30 anni fa. L'11 dicembre 1980, a Pagani, il sindaco, l'avvocato Marcello Torre, fu ucciso in un agguato camorristico. Per quel delitto fu condannato all'ergastolo Raffaele Cutolo, il capo della Nuova Camorra Organizzata. Secondo l'accusa, Cutolo decise l'eliminazione del sindaco che si era opposto all'inflitrazione del clan sul territorio dell'agro nocerino-sarnese per prepararsi alla gestione degli appalti per la ricostruzione delle aree danneggiate dal terremoto del 1980.


Monica Riccioni

fonte rai news24.it

domenica 5 settembre 2010

Comunicato di solidarietà al Presidente della Casa della Legalità Christian Abbondanza

COMUNICATO DI SOLIDARIETA’ AL PRESIDENTE DELLA CASA DELLA LEGALITA’ CHRISTIAN ABBONDANZA

settembre 3, 2010 | popolo viola genova

Adesso Basta!!

Nei giorni scorsi sono arrivate nuove e pesanti indimidazioni al Presidente della Casa della Legalità Christian Abbondanza e ad altri attivisti che lo accompagnano quotidianamente nella sua battaglia per la Legalità e contro tutte le mafie.

Ancora una volta, purtroppo, le intimidazioni (leggi: minacce di morte) confermano quello che già si sapeva: la mafia è una montagna di merda (Cit. Peppino Impastato) e necessita di questi mezzi per tappare la bocca a chi fa l’interesse della collettività informando i cittadini e collaborando quotidianamente con le forze dell’ordine.

La Casa della Legalità raccoglie infatti testimonianze dirette e si occupa di fare segnalazioni agli organi competenti attraverso esposti documentati ed approfonditi, dando spesso una mano alle attività investigative e nel contempo informando i cittadini e le autorità attraverso il sito www.casadellalegalita.org.

Questa attività di denuncia coerente e chiara ha reso questa realtà invisa anche a molti politici ed amministratori locali che spesso sono stati colti con le “mani nel sacco“. Infatti La Casa della Legalità non ha avuto paura di denunciare, in maniera documentata, i costumi profondamente corrotti della nostra classe politica e anche di coloro che spesso si fanno paladini ipocritamente dell’antimafia. La mafia più pericolosa infatti non è quella che uccide ma quella dei “colletti bianchi” come amava chiamarla Paolo Borsellino.

Vogliamo esprimere con questo comunicato tutta la nostra solidarietà al Presidente della Casa della Legalità e a tutti coloro che si espongono in prima persona laddove altre persone chinerebbero il capo per paura o per disinteresse. Non siete soli: a noi non interessa far commemorare in maniera ipocrita un nuovo Peppino Impastato, a noi interessa averlo VIVO e contribuire a portare avanti questa battaglia per la legalità con tutti i mezzi a nostra disposizione.

Vogliamo inoltre ricordare che la realtà della Casa della Legalità è una ONLUS interamente autosostenuta dalle donazioni di chi crede che la lotta alla mafia sia un obbligo morale. Non accetta finanziamenti da istituzioni o da altri che non siano semplici cittadini per non essere in alcun modo ricattabile o controllabile.

Noi pensiamo che la risposta più “vera” che ogni cittadino può dare a questa ennesima intimidazione è sostenere direttamente, per esempio con una donazione, questa realtà (la donazione peraltro è deducibile fiscalmente). Per informazioni su come sostenere questa reltà fate riferimento direttamente al sito della Casa della Legalità.

Genova, 3 Settembre 2010

I primi firmatari:

POPOLO VIOLA GENOVA

RESISTENZA VIOLA PIEMONTE – NO TAV

MEETUP DI BEPPE GRILLO GENOVA 20

CLAUDIO MESSORA – WWW.BYOBLU.COM

PER IL BENE COMUNE

COMITATO PER SCARPINO

ORAS – OSSERVATORIO REGIONALE ANOMALIE DEL SISTEMA

MONICA RICCIONI - WWW.ILGRAFFIODIMONICA.BLOGSPOT.COM

BENNY CALASANZIONIPOTE DEGLI IMPRENDITORI BORSELLINO, VITTIME INNOCENTI DI MAFIA

MOVIMENTO 5 STELLE EMILIA ROMAGNA

MOVIMENTO 5 STELLE PIEMONTE

nb: si prega della massima diffusione di questo comunicato di solidarietà al quale chiunque si riconosca nelle battaglie della Casa della Legalità è invitato ad aderire. Grazie

Cuccioli uccisi, trovata ragazza Identificata dalla polizia bosniaca






Sarebbero a una svolta le indagini sul video apparso sul web nel quale si vedeva una ragazza uccidere, gettandoli in un fiume, sei cuccioli di cane. La polizia bosniaca avrebbe identificato la giovane responsabile della mattanza presso la città di Bugojno. I genitori della ragazza, contattati dagli investigatori, rischiano una multa di 5mila euro. Pena troppo lieve, secondo gli animalisti che hanno aiutato gli inquirenti a risolvere il caso.
Un fermo immagine del video shock
Giallo su un video apparso in Rete, e poi rimosso, nel quale una tale Katja recita il mea culpa per la propria azione scellerata. Confessa di aver gettato i cuccioli nel fiume perché ammalati, per causarne la morte nel più breve tempo possibile. Ma non è chiaro se la dichiarazione sia davvero della ragazza responsabile del misfatto.
Dalle frammentarie notizie che al momento vi sono sulla vicenda, pare che all'identificazione della giovane abbiano contribuito numerosi frequentatori della Rete che, indignati dal raccapricciante spettacolo dei cuccioli sacrificati, si sono spesi per fornire alla polizia indicazioni utili alle indagini.

Monica Riccioni

fonte art:http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo490069.shtml

sabato 4 settembre 2010

11 settembre, Milano: PBC al convengo "Speciale 11 settembre"


11 settembre, Milano: PBC al convengo "Speciale 11 settembre"
set 11 sab 10.30
Chi verrà?6 Cittadini positivi e propositivi
Chi coordina?MASSIMILIANO, Massimo, e Monia
MILANO convegno: "Speciale 11 settembre"
a cura del DAVID ICKE MEETUP
http://www.meetup.com...
a cura del DAVID ICKE MEETUP
http://www.meetup.com...
10,20-10,30 presentazione di Massimiliano Gaetano
www.democraticidiretti.org
10,30-11,10 Filosofia Vegan
...
Fabio Bersani - www.associazioni.milano.it/apida
11,10-11,35 Domande e Interventi
11,35-12,40 Esperimento di Democrazia Diretta
Monia Benini e Massimiliano Gaetano - www.perilbenecomune.net
12,40-13 INTERVENTI e DOMANDE
13-14,25 pausa pranzo
14,25-14,30 presentazione di Massimiliano Gaetano
www.democraticidiretti.org
14,30-15,15 L'INGANNO DELL'11 SETTEMBRE 2001
Tom Bosco - www.nexusedizioni.it
15,15 - 15,20 pausa
15,20-16,05 replica a Tom Bosco sull'11 settembre
Paolo Attivissimo - http://undicisettembr...
16,05-16,10 pausa
16,10-16,15 replica di Tom Bosco
16,15-16,20 replica di Paolo Attivissimo
16,20-17,20 Domande e Interventi del pubblico
17,20-17,40 pausa
17,40-18,30 Il nostro MATRIX quotidiano
Nikola Duper - www.perilbenecomune.net
18,30-19,00 Interventi e Domande
la libreria è vicinissima alla fermata "Missori" della linea gialla della metropolitana e vicina al Duomo di MilanoMostra tutto.
Per il bene comune www.perilbenecomune.net

Vi aspettiamo numerosi.
Monica Riccioni

24 settembre, Gatteo (FC): PBC ad iniziativa sulla sanità

24 settembre, Gatteo (FC): PBC ad iniziativa sulla sanità
pubblicata da Per Il Bene Comune il giorno sabato 4 settembre 2010 alle ore 11.16

Per il Bene Comune

Oratorio San Rocco, Via Roma - Gatteo (FC) Con il partocinio del Comune di Gatteo, Marco Pizzuti presenta: PANDEMIA CONNECTION con la partecipazione straordinaria di Jane Burgermeister Intervengono: Alberto Mondini, naturopata Dott. Franco Verzella, medicina funzionale Massimo Gallo, Per il Bene Comune, amministratore del gruppo nazionale per la tutela dei diritti contro le vaccinazioni di massa obbligatorie modera l'incontro: Marco Pizzuti, autore del best seller Rivelazioni non autorizzate Diretta web su www.perilbenecomune.net

Ferrara, FE - Italy
Details: http://www.meetup.com/per-il-bene-comune/calendar/14653855/

Vi aspettiamo numerosi.
Monica Riccioni

ATTO VANDALICO POI METTE FOTO SU FACEBOOK: SCOPERTO E DENUNCIATO


Bergamo, 4 set. - Si e' vantato della sua bravata nel posto meno adatto possibile: Facebook. E cosi' un ragazzo che aveva svuotato degli estintori addosso alle auto parcheggiate e' stato scoperto e denunciato. Il fattaccio risale a Ferragosto, quando il diciottenne di Bagnatica, in provincia di Bergamo, insieme ad alcuni amici era entrato nel parcheggio comunale sotterraneo del paese e aveva svuotato sei estintori addosso a nove auto. Il vandalo ha pensato bene di fare anche una fotografia della sua bravata mettendola poi sul proprio profilo Facebook. E le hanno trovate gli agenti della Polizia intercomunale dei Colli, che sono cosi' risaliti al ragazzo.
Lui ha prima negato tutto, poi, messo di fronte all'evidenza, ha ammesso. Il giovane e' stato cosi' denunciato a piede libero per aver danneggiato gli estintori comunali e potra' essere querelato dai proprietari delle nove auto.

Monica Riccioni

fonte agi

DROGA: GDF SEQUESTRA 200 PIANTE DI CANAPA INDIANA A IMPERIA



Ventimiglia, 4 set. - Una piantagione con circa 200 piante di canapa indiana e' stata sequestrata dalla guardia di finanza di Ventimiglia, in una pineta situata ad Airole (Imperia), nell'immediato entroterra di Ventimiglia, poco distante dal confine con la Francia. Si tratta di piante dell'altezza di circa 2-3 metri che erano state coltivate in mezzo alla boscaglia, in una zona impervia, difficilmente raggiungibile, se non dopo un paio d'ore di cammino. Ignoti, al momento, i coltivatori della piantagione, anche se la guardia di finanza ha sottoposto a indagini una persona. I militari hanno scoperto la coltivazione, tra l'altro dotata di un sofisticato impianto di irrigazione, grazie ad alcune confidenze. Qualcuno che, in pratica, ha detto ai finanzieri di aver visto qualcosa di simile ad una pinta di marjuana. Sono cosi' partiti gli accertamenti, che hanno dato esito positivo.

Monica Riccioni

fonte agi

PESCATORI SALVANO NAUFRAGO, POI TUTTI BLOCCATI PER AVARIA


Chiavari (Genova), 4 set. - Erano usciti per una battuta di pesca e, dopo aver recuperato un altro pescatore naufragato, hanno dovuto chiedere aiuto alla Capitaneria di Porto per un'avaria al motore. La disavventura di quattro pescatori sportivi e' capitata nel Golfo del Tigullio, circa 4 miglia al largo di Sestri Levante. L'intervento della Capitaneria di Santa Margherita Ligure e' scattato intorno alle 3 della scorsa notte a seguito di un sos lanciato tramite cellulare. I quattro, di eta' compresa tra i 40 e i 50 anni, risiedono fra Rapallo e Chiavari.

Monica Riccioni

fonte agi

Bagnante ucciso da gommone a Napoli


NAPOLI, 4 SET - Un bagnante di 72 anni e' stato ucciso in mare da un gommone nello specchio antistante la localita' 'La Pietra', tra Napoli e Pozzuoli.Era appena terminata una gara di Offshore quando l'uomo, che si era spinto fino al luogo della gara, e' stato travolto da un gommone di 6 metri e mezzo che ha proseguito la sua corsa. La vittima e' stata subito soccorsa dai mezzi della Guardia costiera ma per lui non c'era piu' nulla da fare. La Guardia Costiera e' impegnata nella ricerca del gommone pirata.

Monica Riccioni

fonte ansa

Paracadutista muore nel Salernitano


SALERNO, 4 SET - Un paracadutista diciassettenne e' morto ed un altro e' rimasto gravemente ferito in un incidente avvenuto a Pontecagnano (Salerno). La vittima si chiamava Piergiorgio Avagliano, di Pontecagnano. L'altro paracadutista coinvolto e' un carabiniere di 35 anni, ricoverato in ospedale in gravissime condizioni. Sembra che i due si siano urtati durante la discesa. Avagliano e' morto nell'impatto al suolo.
Entrambi i paracadutisti avevano numerosi lanci al loro attivo.

Monica Riccioni

fonte ansa

Rom: in piazza a Roma contro razzismo


ROMA, 4 SET - In corso in Piazza Campo de' Fiori a Roma la manifestazione dei Rom 'contro razzismo e xenofobia'.
Presenti anche SeL, Prc, Verdi e IdV.'Siamo qui per fermare le nuove forme di deportazione in Francia','per manifestare contro Maroni e tutte le destre che vogliono scaricare su di noi le frustrazioni sociali e renderci capro espiatorio di tutti i problemi': cosi' il presidente dell'International Romany Union, Alexian Santino Spinelli. 'Manifestazione ideologica', replica il sindaco Alemanno.

Monica Riccioni

fonte ansa

I Carabinieri trovano il testimone di Sara la ragazzina scomparsa


AVETRANA (TARANTO), 4 SET- E' stato rintracciato ed ascoltato dai carabinieri un testimone che ha visto per ultimo la quindicenne Sara, il 26 agosto. Si tratta di un ragazzo di Erchie (Brindisi) che quel giorno, poco dopo le 14.30, percorreva in auto da solo via Kennedy ad Avetrana in direzione della Litoranea. Il ragazzo - secondo quanto si e' saputo - avrebbe riferito ai carabinieri di aver visto Sara che camminava a piedi sul marciapiede alla sua destra.

Monica Riccioni

fonte ansa

Si da' fuoco per delusione d'amore, morto


RAVENNA, 4 set - E' morto questa mattina il giovane romeno che ieri si e' dato fuoco ad Anita, nel Ferrarese, dopo essere stato lasciato dalla fidanzata. Si era cosparso di benzina ieri mattina sotto gli occhi della sua ex, anche lei romena. La donna, 42 anni, lo aveva rivisto in occasione del compleanno di lui. Alla fine della serata il ventottenne aveva chiesto all'ex di ricominciare e, di fronte al rifiuto, si e' dato fuoco. Lei ha provato a spegnere le fiamme avvolgendolo in una coperta.

Monica Riccioni

fonte ansa

Sara: si cerca un possibile testimone

TARANTO, 4 SET - I carabinieri stanno cercando il ragazzo di Erchie (Brindisi) che il 26 agosto scorso potrebbe aver visto Sara prima che sparisse. La presenza del giovane sarebbe stata segnalata agli inquirenti, ma l'individuazione del possibile testimone appare ancora difficile. Sono riprese sul litorale ionico-salentino con sommozzatori e un elicottero, le ricerche della quindicenne di Avetrana. Gli investigatori hanno tralasciato l'ipotesi della fuga volontaria e ipotizzano un sequestro.

Monica Riccioni

fonte ansa

Terremoto: scossa tra Aquilano e Reatino


L'AQUILA, 4 SET - Una nuova scossa di terremoto e' stata registrata nella notte nel distretto dei Monti Reatini e della Valle dell'Aterno. Il sisma si e' verificato alle 5:31, e' stato avvertito dalla popolazione ma non si segnalano danni a cose o persone. I sismografi dell'Ingv hanno registrato un terremoto di magnitudo 2 a a 8,6 chilometri di profondita', tra le province dell'Aquila e Rieti.

Monica Riccioni

fonte ansa

Rifiuti:Napoli,sequestrati 11 container


NAPOLI, 4 SET - Undici container che contenevano 300.0000 kg di rifiuti speciali sono stati sequestrati dai finanzieri nel porto di Napoli. Contenevano ritagli di pneumatici destinati ad un cementificio in Malesia dove sarebbero stati utilizzati come combustibile. Il materiale sequestrato e' considerato rifiuto speciale e deve essere trattato per il recupero. La societa' proprietaria dei container e' stata denunciata.

Monica Riccioni

fonte ansa

Aggiornamento:COMUNICATO DI SOLIDARIETA’ AL PRESIDENTE DELLA CASA DELLA LEGALITA’ CHRISTIAN ABBONDANZA

Aggiornamento:COMUNICATO DI SOLIDARIETA’ AL PRESIDENTE DELLA CASA DELLA LEGALITA’ CHRISTIAN ABBONDANZA
settembre 3, 2010 | popolo viola genova

Adesso Basta!!

Nei giorni scorsi sono arrivate nuove e pesanti indimidazioni al Presidente della Casa della Legalità Christian Abbondanza e ad altri attivisti che lo accompagnano quotidianamente nella sua battaglia per la Legalità e contro tutte le mafie.
Ancora una volta, purtroppo, le intimidazioni (leggi: minacce di morte) confermano quello che già si sapeva: la mafia è una montagna di merda (Cit. Peppino Impastato) e necessita di questi mezzi per tappare la bocca a chi fa l’interesse della collettività informando i cittadini e collaborando quotidianamente con le forze dell’ordine.
La Casa della Legalità raccoglie infatti testimonianze dirette e si occupa di fare segnalazioni agli organi competenti attraverso esposti documentati ed approfonditi, dando spesso una mano alle attività investigative e nel contempo informando i cittadini e le autorità attraverso il sito www.casadellalegalita.org.
Questa attività di denuncia coerente e chiara ha reso questa realtà invisa anche a molti politici ed amministratori locali che spesso sono stati colti con le “mani nel sacco“. Infatti La Casa della Legalità non ha avuto paura di denunciare, in maniera documentata, i costumi profondamente corrotti della nostra classe politica e anche di coloro che spesso si fanno paladini ipocritamente dell’antimafia. La mafia più pericolosa infatti non è quella che uccide ma quella dei “colletti bianchi” come amava chiamarla Paolo Borsellino.
Vogliamo esprimere con questo comunicato tutta la nostra solidarietà al Presidente della Casa della Legalità e a tutti coloro che si espongono in prima persona laddove altre persone chinerebbero il capo per paura o per disinteresse. Non siete soli: a noi non interessa far commemorare in maniera ipocrita un nuovo Peppino Impastato, a noi interessa averlo VIVO e contribuire a portare avanti questa battaglia per la legalità con tutti i mezzi a nostra disposizione.
Vogliamo inoltre ricordare che la realtà della Casa della Legalità è una ONLUS interamente autosostenuta dalle donazioni di chi crede che la lotta alla mafia sia un obbligo morale. Non accetta finanziamenti da istituzioni o da altri che non siano semplici cittadini per non essere in alcun modo ricattabile o controllabile.
Noi pensiamo che la risposta più “vera” che ogni cittadino può dare a questa ennesima intimidazione è sostenere direttamente, per esempio con una donazione, questa realtà (la donazione peraltro è deducibile fiscalmente). Per informazioni su come sostenere questa reltà fate riferimento direttamente al sito della Casa della Legalità.

Genova, 3 Settembre 2010

I primi firmatari:

POPOLO VIOLA GENOVA
RESISTENZA VIOLA PIEMONTE – NO TAV
MEETUP DI BEPPE GRILLO GENOVA 20
CLAUDIO MESSORA – WWW.BYOBLU.COM
PER IL BENE COMUNE
COMITATO PER SCARPINO
ORAS – OSSERVATORIO REGIONALE ANOMALIE DEL SISTEMA
MONICA RICCIONI - WWW.ILGRAFFIODIMONICA.BLOGSPOT.COM
BENNY CALASANZIO – NIPOTE DEGLI IMPRENDITORI BORSELLINO, VITTIME INNOCENTI DI MAFIA

nb: si prega della massima diffusione di questo comunicato di solidarietà al quale chiunque si riconosca nelle battaglie della Casa della Legalità è invitato ad aderire. Grazie
Monica Riccioni

Sottoposto a un servizio di vigilanza Vito Andrea Ciancimino

PALERMO, 3 SET - E' sottoposto a un servizio di vigilanza Vito Andrea Ciancimino, il figlio di 5 anni di Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo. La tutela e' stata disposta dalle questure di Palermo e Bologna dopo la lettera intimidatoria indirizzata al bambino e recapitata nella casa palermitana della famiglia che vive tra il capoluogo siciliano e quello dell'Emilia-Romagna. Nei mesi scorsi e' stato vittima di diverse intimidazioni. ''Ringrazio le questure di Palermo e Bologna - ha detto Ciancimino - per la sensibilita' che hanno dimostrato''.

Monica Riccioni

fonte ansa

Filippino ucciso a coltellate a Milano


MILANO, 4 SET - Un filippino di 38 anni ucciso da numerose coltellate trovato per strada a Milano, dopo la segnalazione di una telefonata anonima. La persona che ha chiamato il 118 aveva parlato di un uomo agonizzante ma quando sono intervenuti i soccorsi non c'era piu' nulla da fare. Delle indagini si occupano i carabinieri. Il filippino accoltellato era ufficialmente residente a Bresso, nel Milanese. Allo stato sembra che l'omicidio non abbia avuto testimoni.

Monica Riccioni

fonte ansa

N.Zelanda,stato emergenza a Christchurch


ROMA, 4 SET - Il sindaco di Christchurch Bob Parker ha proclamato lo stato di emergenza dopo il sisma di magnitudo 7 Richter nella citta' neozelandese. La Radio locale aggiunge che a causa del terremoto diverse persone sono rimaste ferite, due delle quali in condizioni gravi. Un uomo e' stato colpito da un comignolo caduto da un tetto e un altro da un vetro. Al momento non si hanno notizie di morti. Le squadre di soccorso e la protezione civile stanno cercando di valutare l'entita' dei notevoli danni.

Monica Riccioni

fonte ansa

Il Corpo Forestale e la Polizia di Stato sventano traffico illegale di animali 4 arresti a Cuneo


Il Corpo forestale e della Polizia di Stato ha arrestato a Cuneo quattro persone per furto di pappagalli ed estorsione. Sequestrati circa 60 volatili per un valore commerciale di più di 50 mila euro. Tra gli animali, c’erano esemplari di Ara ararauna, Amazzone, Cenerino, Conuro della Patagonia e Conuro del Sole, tutte specie protette dalla Convenzione di Washington, che sono state consegnate a un Centro di Recupero di Bernezzo (Cn).
Le indagini erano state disposte ad aprile dalla questura di Vercelli in seguito a un furto di pappagalli nella città piemontese. Il personale del Nucleo Investigativo Provinciale di Polizia Ambientale e Forestale di Cuneo, hanno subito sequestrato gli animali,trasportati da Vercelli a Cuneo, e denunciato l’allevatore della zona per ricettazione. Le ricerche della Forestale hanno poi rivelato che, dietro al furto, c’era un giro di estorsione che coinvolgeva quattro uomini di Torre del Greco (Na). Il gruppo malavitoso aveva precedenti penali ed erano legati alla criminalità organizzata. Probabilmente, si trovavano in Piemonte per riscuotere il denaro del traffico illecito dei volatili, minacciando il ricettatore e i suoi familiari.
Proseguono intanto le indagini per chiarire i movimenti del commercio di queste specie protette.

Monica Riccioni

fonte
Libero-news.it

Stroncato un sodalizio criminale dedito all'usura e alle estorsioni



Comando Provinciale di Varese
02/09/2010 Ore 12:45
Un'indagine iniziata nel maggio del 2010 condotta dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Varese si è conclusa con l'esecuzione di 5 Ordinanze di Custodia Cautelare in Carcere nei confronti di appartenenti ad un sodalizio criminale dedito all'usura, alle estorsioni e al riciclaggio, che operava ormai da anni principalmente nelle province di Varese e Milano. Per il capo dell'organizzazione è scattata anche l'accusa di "illecita attività di intermediazione finanziaria", avendo lo stesso esercitato abusivamente l'attività di concessione di finanziamenti. L'attività di indagine, coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Varese, trae origine da una notizia acquisita dai militari inerente le vicissitudini di una vittima di usura che era stata costretta a trovare rifugio lontano dalla propria abitazione per difendersi dalle intimidazioni degli "strozzini". Le indagini hanno consentito poi di individuare la rete di estorsori che approfittava del forte potere intimidatorio esercitato dalla figura del capo dell'organizzazione, un soggetto di origine catanese noto per i suoi precedenti penali che lo hanno visto coinvolto in alcune tra le attività investigative di maggior rilievo degli anni scorsi, specie in materia di spaccio di sostanze stupefacenti.
Il capo dell'organizzazione trattava direttamente e personalmente con le vittime dell'usura, le quali si rivolgevano a lui con estrema deferenza e rispetto; al "boss" si affiancava una rete di "intermediari" che agivano solo su specifica delega, gestendo di volta in volta le vittime che venivano loro assegnate nominativamente, ad esempio quando il capo trascorreva periodi di vacanza presso la sua abitazione di Lido delle Nazioni in provincia di Ferrara. A loro il compito di occuparsi delle operazioni di ricossione. Gli incontri avvenivano presso "uffici volanti", ma veniva preferita l'area all'esterno di un bar di Busto Arsizio (VA). Il sodalizio individuava le vittime prevalentemente tra piccoli imprenditori - talvolta a rischio di fallimento - e in nuclei familiari in gravi difficoltà economiche. A questi, dopo aver beneficiato di prestiti (da 4.000 a 60.000 euro), applicavano tassi che superavano il 20% mensile ed il 200% annuo. Complessivamente è stato verificato un volume d'affari pari ad oltre 500.000 euro. Oltre 30 sono le vittime dei reati accertate. In diverse occasioni i debitori, in preda alla disperazione, sono stati costretti a far contrarre ai propri familiari ulteriori debiti, oppure si sono dovuti rivolgere ad amici e parenti per ottenere denaro in prestito. Le richieste di denaro avevano una accelerazione verso la fine di ogni mese, quando le "scadenze contrattuali" prevedevano il rientro degli interessi e/o dei capitali.
Il sistema adottato dalla banda era quello tipico del "cappio usuraio": spesso i debiti venivano "prorogati" mediante il versamento dei soli interessi mensili, con l'effetto collaterale di prolungare "l'agonia" finanziaria della vittima, fino a portarla alla cessione dell'attività. Il sodalizio proponeva anche metodi di pagamento alternativi: sono infatti al vaglio degli investigatori le compravendite di alcuni immobili di proprietà delle vittime siti in rinomate località turistiche sia di mare che di montagna - localizzati nelle province di Varese, Milano, Novara e Catania - sulle quali grava il sospetto che possano essere state cedute a saldo del debito tramite operazioni fittizie. In altri casi i debitori sono stati costretti a prestazioni lavorative gratuite presso alcune imprese edili riconducibili - direttamente o tramite prestanome - all'organizzazione, alle quali talvolta è stata altresì garantita la fornitura gratuita di materiale edile vario. E proprio nel settore dell'edilizia avveniva il riciclaggio del denaro, sia attraverso imprese direttamente riconducibili ai membri dell'organizzazione che attraverso false fatturazioni emesse tramite imprese compiacenti.
Alcuni soggetti, in corrispondenza delle scadenze, hanno anche cercato di sottrarsi all'azione assillante del "boss" e dei suoi "soci", non rispondendo più alle chiamate. Ma il capo dell'organizzazione è sempre stato comunque in grado di raggiungerli, per "ricordare" le condizioni da rispettare, aumentando così lo stato di totale sudditanza delle vittime. L'attività di riscossione era affidata principalmente ad un soggetto particolarmente vicino al "boss" (che lo definiva "nipote"), che entrava in scena dopo che lo stesso capo, attraverso minacce più o meno velate, costringeva le vittime a restituire il prestito usuraio. L'estrema spregiudicatezza del sodalizio è dimostrata dalle numerose risultanze investigative acquisite che hanno consentito di verificare -in varie circostanze - la volontà di alcuni di dare luogo anche ad azioni minatorie eclatanti, come ad esempio incendiare le attività delle vittime morose. In alcuni casi è stato lo stesso "boss" a fermare l'irruenza di qualche suo correo, convinto di poter risolvere la situazione con un suo diretto intervento, salvo poi rendersi in prima persona protagonista di episodi di violenza: in una circostanza infatti ha colpito violentemente al volto un usurato in forte ritardo con i pagamenti, causandogli la rottura del setto nasale e la perdita di un dente.
Non sono mancati neanche episodi di cinico scherno a danno delle vittime: emblematiche sono alcune intercettazioni che riportano i commenti sulle condizioni di un soggetto che si aggirava a bordo di una bicicletta alla disperata ricerca di denaro da consegnare agli "strozzini". Lo stato di soggezione era tale che alcune delle persone offese, per timore di più gravi ritorsioni, non hanno collaborato rischiando di rispondere anche per il reato di favoreggiamento. Negli ultimi due anni l'azione di contrasto all'usura e alle estorsioni è stata una priorità strategica del Comando Provinciale di Varese. Numerose sono state le operazioni contro questi reati, che hanno visto complessivamente l'arresto di 179 soggetti e la denuncia per altri 96 indagati.

Monica Riccioni

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questione di rispetto 2



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Ndrangheta!!!!! NO GRAZIE

Monica Riccioni

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Ndrangheta!!! NO GRAZIE

Monica Riccioni

COMUNICATO DI SOLIDARIETA’ AL PRESIDENTE DELLA CASA DELLA LEGALITA’ CHRISTIAN ABBONDANZA



Calabrese Film - C'era Una Volta il Sud


Adesso Basta!!

Nei giorni scorsi sono arrivate nuove e pesanti indimidazioni al Presidente della Casa della Legalità Christian Abbondanza e ad altri attivisti che lo accompagnano quotidianamente nella sua battaglia per la Legalità e contro tutte le mafie.
Ancora una volta, purtroppo, le intimidazioni (leggi: minacce di morte) confermano quello che già si sapeva: la mafia è una montagna di merda (Cit. Peppino Impastato) e necessita di questi mezzi per tappare la bocca a chi fa l’interesse della collettività informando i cittadini e collaborando quotidianamente con le forze dell’ordine.
La Casa della Legalità raccoglie infatti testimonianze dirette e si occupa di fare segnalazioni agli organi competenti attraverso esposti documentati ed approfonditi, dando spesso una mano alle attività investigative e nel contempo informando i cittadini e le autorità attraverso il sito www.casadellalegalita.org.
Questa attività di denuncia coerente e chiara ha reso questa realtà invisa anche a molti politici ed amministratori locali che spesso sono stati colti con le “mani nel sacco“. Infatti La Casa della Legalità non ha avuto paura di denunciare, in maniera documentata, i costumi profondamente corrotti della nostra classe politica e anche di coloro che spesso si fanno paladini ipocritamente dell’antimafia. La mafia più pericolosa infatti non è quella che uccide ma quella dei “colletti bianchi” come amava chiamarla Paolo Borsellino.
Vogliamo esprimere con questo comunicato tutta la nostra solidarietà al Presidente della Casa della Legalità e a tutti coloro che si espongono in prima persona laddove altre persone chinerebbero il capo per paura o per disinteresse. Non siete soli: a noi non interessa far commemorare in maniera ipocrita un nuovo Peppino Impastato, a noi interessa averlo VIVO e contribuire a portare avanti questa battaglia per la legalità con tutti i mezzi a nostra disposizione.
Vogliamo inoltre ricordare che la realtà della Casa della Legalità è una ONLUS interamente autosostenuta dalle donazioni di chi crede che la lotta alla mafia sia un obbligo morale. Non accetta finanziamenti da istituzioni o da altri che non siano semplici cittadini per non essere in alcun modo ricattabile o controllabile.
Noi pensiamo che la risposta più “vera” che ogni cittadino può dare a questa ennesima intimidazione è sostenere direttamente, per esempio con una donazione, questa realtà (la donazione peraltro è deducibile fiscalmente). Per informazioni su come sostenere questa reltà fate riferimento direttamente al sito della Casa della Legalità.

Genova, 3 Settembre 2010

I primi firmatari:

POPOLO VIOLA GENOVA
RESISTENZA VIOLA PIEMONTE – NO TAV
MEETUP DI BEPPE GRILLO GENOVA 20
CLAUDIO MESSORA – WWW.BYOBLU.COM
PER IL BENE COMUNE
COMITATO PER SCARPINO
ORAS – OSSERVATORIO REGIONALE ANOMALIE DEL SISTEMA
MONICA RICCIONI - WWW.ILGRAFFIODIMONICA.BLOGSPOT.COM
BENNY CALASANZIO – NIPOTE DEGLI IMPRENDITORI BORSELLINO, VITTIME INNOCENTI DI MAFIA
settembre 3, 2010 | popolo viola genova

nb: si prega della massima diffusione di questo comunicato di solidarietà al quale chiunque si riconosca nelle battaglie della Casa della Legalità è invitato ad aderire. Grazie

Monica Riccioni

3 Settembre 1982 IN RICORDO DEL GENERALE CARLO ALBERTO DALLA CHIESA


Alle ore 21.15 del 3 settembre del 1982, la A112 bianca sulla quale viaggiava il prefetto, guidata dalla moglie Emanuela Setti Carraro, fu affiancata, in via Isidoro Carini, a Palermo, da una BMW dalla quale partirono alcune raffiche di Kalashnikov AK-47 che uccisero il prefetto e la giovane moglie
Medaglia d'oro al valor civile
«Già strenuo combattente, quale altissimo Ufficiale dell'Arma dei Carabinieri, della criminalità organizzata, assumeva anche l'incarico, come Prefetto della Repubblica, di respingere la sfida lanciata allo Stato Democratico dalle organizzazioni mafiose, costituenti una gravissima minaccia per il Paese. Barbaramente trucidato in un vile e proditorio agguato, tesogli con efferata ferocia, sublimava con il proprio sacrificio una vita dedicata, con eccelso senso del dovere, al servizio delle Istituzioni, vittima dell'odio implacabile e della violenza di quanti voleva combattere.»
Palermo, 3 settembre 1982

Ci sono cose che non si fanno per coraggio. Si fanno per potere continuare a guardare serenamente negli occhi i propri figli e i figli dei propri figli. C’è troppa gente onesta, tanta gente qualunque, che ha fiducia in me. Non posso deluderla. » Carlo Alberto Dalla Chiesa

Monica Riccioni

venerdì 3 settembre 2010

L'informativa proviene dai carabinieri del Ros tracce dei Casalesi (camorra)a Sondrio


C'entra pure Sondrio nell'inchiesta su Antonio Di Nardo, il funzionario del ministero delle Infrastrutture finito nell'inchiesta della procura di Firenze sugli appalti del G8, e sospettato di avere rapporti con il clan dei Casalesi.
E tutto per via della "Soa nazionale costruttori organismo di attestazione" spa, società di fatto «occultamente riconducibile a Di Nardo Antonio» e che fino a poco tempo fa aveva sede a Sondrio, in via Parolo 38.
Tra i soci della società figurano tra gli altri, il parlamentare del Pdl Paolo Russo e Giuseppe Mastrominico. Quest'ultimo - sostengono i carabinieri del Ros nella loro informativa inviata in procura - è cugino di Pasquale Mastrominico che, a sua volta, è cognato di Rachele Iovine, sorella del boss dei casalesi Antonio Iovine detto 'o Ninnò.
Iscritta al registro della Camera di commercio di Sondrio il primo agosto del 2000, la Soa - capitale sociale mezzo milione e rotti di euro deliberato, sottoscritto e versato - nel 2005 si è trasferita a Napoli, città dove proseguono le indagini da parte della Direzione investigativa antimafia che documenta rapporti che sarebbero intercorsi tra Antonio Di Nardo e Carmine Diana, titolare della "Impregica Costruzioni srl", per gli inquirenti legato al noto Francesco Bidognetti, esponente di vertice del clan dei casalesi.
La "Soa" citata dall'inchiesta e rilanciata da tutti gli organi di informazione risulterebbe avere avuto sede legale nel capoluogo valtellinese ed uffici un po' in tutt'Italia (Napoli, Cagliari, Vimodrone) e operava nel campo dell'edilizia pubblica rilasciando alle imprese le attestazioni di cui avevano bisogno per poter partecipare alle gare d'appalto come previsto dal regolamento del Dpr del gennaio del 2000. Tutto in regola, almeno formalmente.
Assolutamente sorpreso il presidente di Ance Sondrio Gianmaria Castelli (52 aziende, 1171 addetti): «Non sapevo neppure ci fosse una "Soa" a Sondrio e non credo neppure che i nostri associati ne siano a conoscenza. So invece che le nostre imprese utilizzano la "soa" da noi partecipata: la Cqop che ha sede a Milano con diverse filiali in Lombardia». Interessante, a questo punto, sarebbe capire se e quanti uffici pubblici hanno tra le loro carte delle certificazioni rilasciate dalla Soa in odor di mafia. Sia come sia, il fatto che questa società abbia avuto sede legale a Sondrio fa sorgere il sospetto che questa vallata abbia sempre più bisogno di essere difesa da infiltrazioni criminali. Ne è convinto il comandante provinciale delle Fiamme Gialle, il colonnello Marco Selmi, che già un anno fa insisteva sulla necessità di «tutelare l'ambiente delle imprese, a 360 gradi, per far sì che le aziende della provincia di Sondrio possano continuare ad operare serenamente al riparo da infiltrazioni criminali che, in un'oasi di pace apparente come questa, pongono in essere comportamenti striscianti e silenziosi, come silenziose sono le iniezioni di denaro sporco che potrebbero servire ad acquisire aziende, immobili, porzioni di territorio».
Dopo un anno di intenso lavoro su questo fronte cosa ci può dire? «Confermo che questo tipo di indagini hanno bisogno di silenzio».
Ma è agli appalti che pensa? Il caso dell'appalto per la strada di Bema vi ha visto in prima linea con sequestri in studi di professionisti, enti pubblici e società private. «Mettiamola così: le ripeto quello che le ho detto mesi fa: avevamo individuato degli embrioni che potrebbero essere proprio un avamposto silente di potenziali "truppe di occupazione". E quindi stiamo investigando. E poi non dimentichiamo il fatto che Lecco è a due passi da qui e in quella provincia è più che documentata la presenza dei clan mafiosi calabresi».
Non è forse un caso, quindi, che sempre la Guardia di finanza di Sondrio si sia fatta promotrice di un protocollo di intesa con palazzo Muzio per garantire l'affidabilità delle imprese edili e quindi la trasparenza nel mercato e la correttezza negli appalti in quelle gare in cui l'importo sia superiore al milione e mezzo di euro. Sino ad ora un solo caso: quello del sottopasso di Novate per il quale la Provincia ha fornito alle Fiamme Gialle copia di tutta la documentazione relativa alla gara d'appalto.
I militari - «senza inficiare i tempi previsti dalle procedure di appalto», precisa il colonnello della Guardia di finanza Marco Selmi - possono sempre eseguire controlli a campione e verifiche sul contenuto degli atti presentati dai soggetti che parteciperanno alle gare d'appalto «per verificare se alla regolarità cartacea corrisponde una verità sostanziale».

Monica Riccioni

fonte La provincia di Sondrio

Colpo grosso dei Ros ai clan storici-ndrangheta-Operazione Reale


Vorrei ricordare un arresto eseguito ad aprile di codesto anno dai Ros,sicuramente il nome del bos latitante dice qualcosa anche qui in Liguria,soprattutto province di Savona,Genova Imperia DO YOU REMEMBER?

Reggio Calabria, 22 apr. - I carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno eseguito un provvedimento di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Direzione distrettuale antimafia nei confronti di 9 indagati per associazione mafiosa, estorsione ed intestazione fittizia di beni.
L’operazione, nome in codice ‘Reale’, ha accertato il ruolo di vertice delle cosche Pelle di San Luca e Morabito di Africo nella gestione degli interessi criminali nella fascia ionica reggina, documentandone la stretta sinergia con le cosche dello stato, Ficara e Latella, anche per il conferimento di cariche e gradi all’interno della ‘ndrangheta e per la risoluzione delle controversie, tra cui quella emersa per la nomina del reggente del locale di Roghudi, dopo il decesso per cause naturali dello storico capobastone Antonio Romeo.
E’ stato inoltre confermato, riferiscono gli investigatori, il pervasivo controllo dell’area di San Luca, Bovalino e comuni limitrofi, da parte dei Pelle, mediante una diffusa attività estorsiva agli operatori economici locali. I particolari dell’operazione saranno resi noti dal procuratore della repubblica di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, nel corso di una conferenza stampa tenutasi alle 11 al Comando provinciale dei carabinieri della citta’ dello Stretto.

LA LISTA DEGLI ARRESTI Risulta ancora irreperibile Rocco Morabito, figlio del boss Giuseppe Morabito ‘Tiradritto’, destinatario di un decreto di fermo emesso dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria nei confronti di esponenti delle cosche della costa jonica reggina ed eseguito per altre 8 persone nell’operazione ‘Reale’. I carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno stretto le manette ai polsi di Costantino Carmelo Billari (30 anni), Giovanni Ficara (46), Antonino Latella (61), due omonimi Antonio Pelle di 23 e 24 anni, Domenico Pelle (25), Sebastiano Pelle (39) e Giuseppe Pelle (50).
LATITANTE IL BOSS MORABITO

Monica Riccioni

fonte Bologna notizie.com