mercoledì 6 luglio 2011

Ospite non gradito allarme squalo bianco,avvistato

Cari turisti questo esemplare è stato avvistato e filmato il 1 luglio 2011,a Piombino nella riserva marina non lontano dalle coste dell’Isola di Capraia.
Ad individuarlo sono stati alcuni ricercatori del Museo della Specola di Firenze durante una missione nell’area del «Santuario dei cetacei» che comprende anche le acque dell’arcipelago,si tratterebbe di un esemplare giovane, di circa quattro anni. Si tratta di un incontro raro, anche se squali in quel tratto di mare ci sono ha spiegato anche  la biologa marina Cecilia Volpi.In passato anche il Golfo Paradiso ne è stato antagonista di presenze di squali ,quindi prudenza si conta che uno squalo scientificamente possa percorrere molti km,non escludo visto anche che l'anno passato ne era stato avvistato un'altro nello specchio di mare di Mulinetti possa farci visita leggi qui;       http://ilgraffiodimonica.blogspot.com/2010/04/allarme-squalo.html                             .Qualora lo avvistate informatene subito la Guardia Costiera.
Tanto per rimenbrare le memorie leggetevi qui un articolo dell'archivio la Repubblica,non ho evidenziato gli attacchi degli squali bianchi a Santa Margherita Ligure del 1991,ad un serfista ed a una donna sul pedalò

ARCHIVIO LA REPUBBLICA DAL 1984

 

UCCISO E DIVORATO DA UNO SQUALO

PIOMBINO Pochi attimi, terribili. Lo squalo lo ha prima circondato e poi attaccato due volte. Il sub è riuscito a spostarsi, poi ha dovuto cedere al pescecane che lo ha trascinato a fondo e fatto a brandelli. Luciano Costanzo è morto così, davanti agli occhi del figlio e di un amico che si trovavano sulla barca d' appoggio: ha avuto appena il tempo di riemergere durante la lotta con la bestia gigantesca e togliersi il boccaglio per chiedere disperatamente aiuto. Una lotta disperata poi la morte Poi è scomparso, trascinato sul fondo dall' enorme pesce che ha fatto perdere le sue tracce. Di lui verrano ritrovati, più tardi, pochi brandelli di carne, e pochi resti della sua muta da sub. La cronaca di questa allucinante vicenda inizia poco prima delle 11, a un miglio dalla costa toscana, a pochi chilometri a nord di Piombino, in prossimità del golfo di Baratti. Luciano Costanzo, 47 anni, lavoratore della Compagnia portuali di Piombino, è uscito in mare con la sua barca di undici metri per una battuta di pesca. Lo accompagnano il figlio Gianluca di 19 anni e un amico, l' ingegner Paolo Bader, 64 anni residente a Napoli e in questi giorni a Piombino in vacanza. Luciano Costanzo si è tuffato da pochi minuti. Il fondale è profondo circa venti metri. Il figlio e l' amico lo aspettano sulla barca, e da qui il ragazzo vede affiorare all' improvviso una sagoma scura, grande quasi quanto la barca stessa. Sei, forse sette metri di lunghezza. Ho visto le due pinne dello squalo sbucare quindici metri davanti alla barca racconterà più tardi il figlio della vittima ho azionato il gas del motore per raggiungerlo. E un attimo dopo ho visto emergere mio padre a pochi metri dallo squalo. Il pescecane lo ha circondato, gli è passato due volte intorno, poi lo ha attaccato. Lui è riuscito a scansarlo una volta, poi al secondo attacco ha cercato disperatamente di difendersi dopo aver chiesto aiuto. L' ho visto scomparire in un attimo. Lo abbiamo cercato lì intorno. Poi siamo tornati in porto a Piombino e sono scattate le ricerche.... Il racconto del figlio della vittima e dell' ingegnere ha del terrificante. Quando tornano e chiedono aiuto all' ufficiale di guardia alla Capitaneria di porto di Piombino trovano volti increduli, prima che sgomenti. La realtà sembra aver superato la fantasia. Le loro parole trovano inizialmente anche qualche scetticismo, ma la paura che è ancora dipinta sui loro volti lascia capire che è tutto vero. Ormai dal fatto sono però trascorse quasi due ore. In mare escono immediatamente le motovedette dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Capitaneria di porto. E in volo da Arezzo si alza anche un elicottero dei Vigili del Fuoco, per le ricerche dall' alto. Dal porto di Piombino e dal porticciolo del golfo di Baratti escono pescherecci ed alcune imbarcazioni private per dar man forte alle ricerche. Ci si rende subito conto che c' è ben poco da fare e che da cercare ci sono solo i resti di Luciano Costanzo. Ci sono anche sommozzatori pronti a cercare sui fondali, ma il comandante del porto Munafò ne vieta l' utilizzo. Il pescecane, probabilmente uno squalo bianco, forse è ancora in zona ed è bene non rischiare. Poco prima del tramonto a galla vengono ritrovati alcuni brandelli di muta subacquea, alcune parti di organi interni, sicuramente umani. Manca solo la conferma del medico legale, che a tarda sera prende in consegna sul porto i miseri resti, ma ormai è certo che si tratta del lavoratore portuale. Sul porto di Piombino si raduna ben presto una gran folla, incredula per una vicenda che sembra uscita dalla pellicola di Steven Spielberg. E chi chiede conferme sperando che non sia vero niente si trova di fronte alle risposte di chi vuol subito organizzare battute di caccia al mostro. La Capitaneria di porto emette subito un divieto di balneazione in tutta la costa e invita tutti alla prudenza, a non avventurarsi in battute solitarie che potrebbero rivelarsi pericolose. Quello che ha ucciso Luciano Costanzo potrebbe infatti anche non essere l' unico squalo presente nella zona di mare fra Piombino, l' Elba e Livorno. Già durante la scorsa estate erano state segnalate in più occasioni le terribili pinne nere. Segnalazioni che avevano spesso incontrato scetticismo. Così era avvenuto a quei due poliziotti fuori servizio in gita di piacere, che già in luglio aveva raccontato alle autorità marittime di uno squalo di circa sei metri ed erano stati presi per dei visionari. L' implacabile killer ha colpito ancora La tragedia di ieri, il terribile attacco del killer dei mari riporta bruscamente tutti di fronte ad una realtà che nessuno credeva di dover affrontare sulle coste del Mediterraneo, mare freddo e spesso inospitale per pescecani sicuramente venuti da lontano, magari dietro a navi da carico, e pronti a tornare via il prima possibile. Stavolta non è andata così. Lo squalo, inesorabile killer che attacca silenzioso, ha ucciso e ora tutti temono che sia ancora là, in agguato, pronto a tornare a colpire. - di IVIO BARLETTANI e STEFANO TAMBURINI
Monica Riccioni

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